CAPI DI IMPUTAZIONE
1)
CARELLA ENRICO e MARCHETTI MASSIMILIANO
Imputati
del delitto previsto e punito dagli
articoli 110-81 cpv - 61 n. 5 - 423 -
425 n. 1 c.p. perche', con piu' azioni
esecutive di un medesimo disegno
criminoso, in concorso tra loro e con
altre persone in via di individuazione,
approfittando di circostanze di tempo,
di luoghi e di persone tali da
ostacolare la pubblica difesa (essendo
in corso lavori di ristrutturazione del
teatro, in una situazione di "messa
fuori uso" dei sistemi di
rilevamento anti-fumo e di allarme
anti-incendio, approfittando
dell'accatastamento disordinato e
incontrollato in vari locali del Teatro
di materiali e liquidi anche altamente
infiammabili, in una situazione di
carenza idrica anche esterna, a causa
dei lavori in corso nel Rio dietro la
Fenice, al termine della giornata di
lavoro del 29 gennaio 1996, tra le ore
20,30 e le ore 20,45, e in assenza di un
adeguato servizio di guardiania,
appiccavano il fuoco all'interno del
Teatro La Fenice di Venezia, in modo
tale che ne derivava un gravissimo
incendio, che si propagava rapidamente e
progressivamente a tutte le strutture
del Teatro, fino alla distruzione del
Teatro medesimo. (in Venezia, il 29
gennaio 1996)
2)
PONTEL GIANFRANCO, GIANESELLI IGINIO,
FRANCESCHINI ADRIANO, RUGGIERO SISTO,
BAJO FRANCO, ZERBINI PAOLO, PAGGIARO
GILBERTO, CACCIARI MASSIMO
Imputati
del delitto previsto e punito dagli
articoli 113, 449, - 423 - 451 c.p.
perche', nelle rispettive qualita' sotto
indicate, nonostante l'allarme
pubblicamente lanciato fin dal gennaio
del 1995 dal Comando dei Vigili del
Fuoco di Venezia in ordine all'alto
rischio d'incendio della citta' di
Venezia e in particolare proprio del
Teatro La Fenice (tanto che la stessa
Prefettura di Venezia fu costretta a
segnalare e a sollecitare il Sindaco di
Venezia per la individuazione di
"soluzioni tecniche alternative
realizzabili in tempi brevissimi, che
consentano di fronteggiare in modo
adeguato le emergenze da incendio nel
centro storico", mediante una prima
missiva datata 25 febbraio 1995,
ribadita con altra missiva del 16
settembre 1995, entrambe rimaste senza
alcuna risposta) e nonostante la
presentazione al Comune di Venezia il 16
maggio 1995 dello studio di fattibilita'
dell'A.S.P.I.V. di Venezia in ordine
alla creazione di un sistema
anti-incendio per il centro storico
veneziano, sistema rimasto lettera morta
ad onta della specifica intenzione del
Sindaco di Venezia nell'ottobre del 1995
di procedere al preliminare
finanziamento del lotto dei lavori
concernente proprio la zona del Teatro
La Fenice, in relazione al fuoco da
altri dolosamente appiccato la sera del
29 gennaio 1996 tra le ore 20,30 e le
ore 20,45 all'interno del Teatro La
Fenice di Venezia, omettendo
colposamente di collocare o far
collocare (e comunque consentendo
colposamente la rimozione di) mezzi
destinati alla prevenzione e
all'estinzione d'incendio (come meglio
piu' sotto specificato), per colpa
cagionavano il rapido e violento
propagarsi delle fiamme e l'incendio
all'interno del Teatro medesimo,
incendio che rapidamente e
progressivamente si estendeva a tutte le
strutture del Teatro (andando poi
interamente distrutto dal fuoco, cosi'
come gli oggetti che si trovavano
all'interno del medesimo) e che causava
danni pure agli immobili circostanti,
tra cui quelli delle parti offese sotto
indicate.
QUALITA'
E QUALIFICHE DEGLI IMPUTATI:
PONTEL
GIANFRANCO - Sovrintendente
dell'Ente Autonomo Teatro La Fenice;
GIANESELLI
IGINIO - Segretario Generale
dell'Ente Autonomo Teatro La Fenice di
Venezia e referente dei Consulenti
Tecnici del Teatro;
FRANCESCHINI
ADRIANO - responsabile del settore
"agibilita' e sicurezza"
dell'Ente Autonomo Teatro La Fenice di
Venezia e, dal giugno 1995, di tutto
l'Ufficio Economale, nonche' referente
dei Consulenti Tecnici del Teatro;
RUGGIERO
SISTO - Direttore dei lavori per
conto del Comune di Venezia per i
restauri svolti presso l'Ente Autonomo
Teatro La Fenice di Venezia;
BAJO
FRANCO e ZERBINI PAOLO -
principali collaboratori della Direzione
dei Lavori per conto del Comune di
Venezia e Consulenti Tecnici dell'Ente
Autonomo Teatro La Fenice;
PAGGIARO
GILBERTO - Portiere del Gran Teatro
La Fenice di Venezia;
CACCIARI
MASSIMO - Presidente del Consiglio
di Amministrazione dell'Ente Autonomo
Teatro La Fenice di Venezia in quanto
Sindaco di Venezia;
2.1
LA
COLPA E' CONSISTITA PER:
PONTEL GIANFRANCO, GIANESELLI IGINIO,
FRANCESCHINI ADRIANO, RUGGIERO SISTO,
BAJO FRANCO, ZERBINI PAOLO:
a)
nel non aver concretamente imposto il
rispetto delle specifiche (anche se
parziali) istruzioni impartite dalla
Direzione Lavori all'inizio dei restauri
(la quale Direzione, peraltro, non aveva
mai provveduto alla redazione del piano
di sicurezza generale, imposto "ex
lege") e nel non averne comunque
verificato concretamente e costantemente
l'attuazione e il rispetto (con
particolare riferimento ai servizi di
portineria, di vigilanza anti-incendio e
di vigilanza notturna, di cui anche alla
missiva del Direttore Lavori datata
aprile 1995);
b)
nell'aver concentrato o comunque
consentito la concentrazione nel corpo
delle Sale Apollinee di una ingente
quantita' di materiali (attrezzature
d'ufficio, scatoloni contenenti
documenti, ecc.) spostandoli da altri
locali interessati ai lavori e
allestendo un improvvisato archivio
anche musicale, tale da determinare un
pericoloso carico d'incendio, nettamente
superiore a quello di normale esercizio;
c)
nel non aver aderito alle varie
sollecitazioni rivolte dalla Ditta
PREV.IN., incaricata del servizio di
Vigilanza anti-incendio/sicurezza del
Teatro e nel non averne comunque
verificato fondatezza e rispetto circa
le dotazioni di sicurezza anti-incendio
del Teatro e, in particolare, nell'aver
tergiversato e nel non essere
intervenuti tempestivamente e
concretamente in ordine al contenuto del
"rapporto" della PREV.IN.
relativo al controllo settimanale dal
10.09.1995 al 16.09.1995, che segnalava:
"ATTENZIONE PER LA MANCANZA DI
ALIMENTAZIONE IDRICA ANT.- PROVVEDERE
RIVALUTAZIONE ESTINGUENTI (QUANTITA') IN
RAPPORTO AL CARICO D'INCENDIO DEL
TEATRO";
d)
nell'aver consentito, senza nulla
obiettare o segnalare, gia' dal
settembre 1995, lo smantellamento e la
conseguente disattivazione parziale
dell'impianto di rilevazione fumi
(corridoio p.t., sala loggione) la cui
centralina era collocata in portineria;
e)
nell'aver consentito, senza intervenire
o senza nulla obiettare o segnalare, la
disattivazione completa (anche nelle
altre parti del Teatro) dell'impianto di
rilevazione fumi, qualche giorno prima
dell'incendio (25 o 26 gennaio 1996) per
consentire la sostituzione di un
montante elettrico;
f)
nell'aver autorizzato, o comunque
consentito, senza nulla obiettare o
segnalare, nel settembre del 1995, lo
smantellamento dell'impianti idrico
anti-incendio senza aver provveduto alla
installazione del nuovo impianto, cosi'
come richiesto dal relativo capitolato
di appalto del dicembre del 1992
("quando il nuovo impianto idrico
anti-incendio sara' stato installato e
collaudato, il vecchio impianto verra'
smantellato e portato a
discarica"), capitolato d'appalto
aggiornato nel marzo 1995 ("lo
smontaggio dei vecchi impianti potra'
effettuarsi solo dopo l'installazione,
il collaudo e l'approvazione da parte
delle Autorita' competenti, dei nuovi
impianti");
g)
nell'aver operato o comunque consentito
di operare, senza nulla obiettare o
segnalare, in condizioni di assoluta
carenza di mezzi idrici anti-incendio
come quelli di cui al precedente punto,
pur sapendo che gia' dal mese di ottobre
1995 il canale dietro il Teatro era in
secca per lavori di scavo;
h)
nel non aver adottato, e non aver
comunque chiesto di adottare, alcuna
misura per sopperire alle pericolose
carenze venutesi a determinare a seguito
delle circostanze indicate ai punti c),
d) e), f), g), potendosi per esempio
creare: a) un collegamento con tubazioni
provvisorie con gli attigui canali
acquei; b) una diversa distribuzione o
aumento degli estintori nei vari locali
del Teatro; c) un rafforzamento delle
squadre anti-incendio o mediante il
ricorso alla Ditta PREV.IN. (che gia'
operava in Teatro) ovvero con una
richiesta, in via eccezionale e
temporanea, almeno fino all'attivazione
degli impianti, di una squadra apposita
dei Vigili del Fuoco di Venezia; d) un
rafforzamento del servizio di guardiania,
soprattutto di notte, (come peraltro
gia' richiesto dai portieri del Teatro);
i)
nel non aver eseguito e nel non aver
comunque disposto una attenta vigilanza
all'interno dei singoli cantieri, (pur
in assenza del piano di sicurezza
generale), con particolare riferimento
alle dotazioni e alle misure di
sicurezza, (essendo risultato, ad
esempio, che molti operai lasciavano
abbandonati sul posto di lavoro
attrezzature e materiali anche
pericolosi, come nel caso della Ditta
SACAIM che proprio il giorno
dell'incendio aveva usato resine,
diluenti ed altro, abbandonandole in
cantiere, ed essendo emerso, inoltre,
che il 12.01.1996 all'interno di un
cantiere sito a piano terra si era
verificato un principio di incendio su
una travatura, durante la saldatura di
una "putrella" in ferro, in
violazione delle misure di sicurezza
minime e indispensabili segnalate anche
dalla ditta PREV.IN. all'Amministrazione
del Teatro;
l)
nel non aver previsto e non aver
comunque richiesto o fatto predisporre,
nei casi di autorizzazione alle Ditte
(tra cui la ditta VIET) a svolgere la
propria attivita' oltre il normale
orario di lavoro (cioe' oltre le ore
17.00 e talvolta fin dopo le 20.00, come
la sera dell'incendio), degli idonei
servizi di vigilanza anti-incendio e nel
non essersi adoperati nell'assicurare la
presenza di maestranze (es:
elettricisti, vigilanza anti-incendio)
di supporto al cantiere, cosi' come
richiesto nelle prime istruzioni della
Direzione Lavori (mentre, ad esempio, la
sera dell'incendio l'elettricista di
turno PADOAN PAOLO era smontato dal
servizio alle ore 18,30 e il dipendente
della Ditta PREV.IN. addetto alla
sicurezza e prevenzione anti-incendi era
smontato alle ore 17.00);
m)
nell'aver consentito, senza avere nulla
da obiettare o segnalare e senza
alcun'altra misura alternativa di
prevenzione e vigilanza, che numerose
porte tagliafuoco rimanessero
costantemente con le ante in posizione
di forzata apertura (mediante ostruzioni
con blocchi di ghisa, con recipienti per
malte e cemento e con zeppe di legno),
cosi' come numerose altre porte, tenute
aperte con tamponamenti in legno in
corrispondenza dei vani di passaggio, in
maniera tale che - scoppiato l'incendio
- veniva fortemente agevolata la
propagazione del fuoco da un locale
all'altro del Teatro;
n)
nell'aver consentito, senza aver nulla
da obiettare o segnalare, che
all'interno del Teatro il cantiere nel
suo complesso e i vari singoli cantieri
versassero nella situazione di piu'
totale disordine con la presenza di una
enorme quantita' di fili elettrici
volanti e di materiale d'uso dei
cantieri che altamente infiammabile e in
assenza di qualsiasi controllo o di
qualsiasi pur minima misura di sicurezza
alla chiusura serale dei singoli
cantieri;
2.2
LA COLPA E' CONSISTITA PER:
PAGGIARO
GILBERTO: nel non aver rispettato,
la sera del 29 gennaio 1996, le
disposizioni relative al Regolamento di
Servizio di Portineria (e, in
particolare, quelle di cui al numero 1 e
alle lettere a-b-c-g), nella parte in
cui gli imponevano di non allontanarsi
dalla portineria e di controllare dalla
portineria la uscita dal Teatro al
termine dell'orario di lavoro, di tutte
le persone (operai, impiegati, tecnici,
ecc.) che si trovavano dentro e di
iniziare, solo successivamente alla
verifica della uscita definitiva dal
Teatro di chicchessia, il giro specifico
di controllo negli uffici e nei locali
del Teatro, al fine di verificare che
nessuna persona vi si trovasse piu'
all'interno e che non sussistessero
problemi di sicurezza o rischi di
qualsiasi genere, come ad esempio
accertato e scongiurato dal Portiere
MEJATO GIANNI la sera del 12.01.96
(mentre, invece, la sera del 29 gennaio
1996, il Paggiaro: lascio incustodita a
piu' riprese la portineria, non attese
in portineria l'uscita di tutte le
persone, non si accorse che in
portineria quella sera stessa
disattivata l'ultima parte ancora
funzionante del sistema d'allarme,
inizio' a "girare" per il
Teatro assieme al fotografo BONANNINI
mentre alcuni operai della Ditta
V.I.E.T. vi si trovavano ancora
all'interno, non si accorse
tempestivamente del fuoco appiccato nel
ridotto del loggione e non diede quindi
ne' per primo ne' tempestivamente
l'allarme, dato invece alle ore 21.00 da
una pattuglia Volante delle Polizia di
Stato che, casualmente, passava sul
posto).
2.3
LA COLPA E' ANCORA CONSISTITA PER:
PONTEL
GIANFRANCO, GIANESELLI IGINIO,
FRANCESCHINI ADRIANO e per CACCIARI
MASSIMO: nel non aver adottato o
comunque predisposto idonee e urgenti
provvedimenti in conseguenza del
contenuto del "rapporto"
settimanale della Ditta PREV.IN. datato
21 febbraio 1995 e della relazione
datata 27 novembre 1995 dell'Ingegner
STUPAZZONI (nominato il 30 giugno 1995
responsabile del servizio di Prevenzione
e Protezione dal Consiglio di
Amministrazione del Teatro La Fenice),
relazione consegnata personalmente dallo
STUPAZZONI il 27.11.1995 al Segretario
Generale GIANESELLI, nonche' al
Presidente CACCIARI e al Sovrintendente
PONTEL durante la seduta del Consiglio
di Amministrazione del Teatro del 5
dicembre 1995, relazione che "alla
luce del D. Lgs. 626/94, nonche'
dell'occasione dei lavori in corso"
espressamente evidenziava "alcuni
problemi, ai quali e' necessario dare
soluzione", tra cui il deposito di
materiali di vario genere "in varie
zone del teatro, con un certo rischio di
incendio" e la "necessita' di
liberare completamente le zone di
soffitta, sopra la platea, oggi occupate
da materiali di ogni genere, anche di
classe superiore a 2", con cio'
venendo a ribadire la segnalazione della
Ditta PREV. IN. del 21 febbraio 1995:
"nel soffittone e' stato depositato
materiale di classe A, elevato il carico
di incendio totale ".
In
tal maniera, venendo accatastati tutti
tali materiali anche nella parte
soprastante la platea, oltre che nelle
sole Apollinee (come se si trattasse di
magazzini), aumentavano
considerevolmente il carico complessivo
e il rischio di incendio del Teatro, ad
onta pure delle gravi segnalazioni di
rischio e delle richieste di intervento
gia' concordate nella prima parte di
questo capo di imputazione.
nonostante
cio':
-
al Consiglio di amministrazione del 5 dicembre
1995, la relazione dell'Ingegner STUPAZZONI -
gia' inserita nell'ordine del giorno - non
veniva ne' illustrata ne' discussa, in quanto
"per mancanza di tempo" l'Ingegner
STUPAZZONI verso le ore 11,45 veniva rimandato a
casa in attesa della fissazione di un nuovo
Consiglio di Amministrazione (e mentre venivano
discusse questioni amministrative ben meno
urgenti e rilevanti rispetto al segnalato
rischio d'incendio);
-
la citata relazione dell'Ingegner STUPAZZONI non
veniva consegnata dal Presidente-Sindaco
CACCIARI ad alcun dirigente o tecnico del Comune
di Venezia, nemmeno al Direttore dei Lavori
Ingegner SISTO RUGGERO;
-
nel successivo Consiglio di Amministrazione del
Teatro del 21 dicembre 1995, i problemi relativi
alla relazione dell'Ingegner STUPAZZONI non
venivano nemmeno posti all'Ordine del Giorno (di
competenza del Presidente CACCIARI, ne' il
presidente o il Sovrintendente, sul punto,
precisavano o segnalavano alcunche', mentre
venivano invece trattati e discussi altri
argomenti di carattere amministrativo ben meno
urgenti e rilevanti rispetto al segnalato
rischio di incendio;
-
nessuno si occupava piu' della relazione
dell'Ingegner STUPAZZONI e del su citato
rapporto della Ditta PREV. IN. fino all'incendio
del 29 gennaio 1996.
In
tal maniera, con i teste' ricordati aumenti di
carico e rischio e in aggiunta alle
manchevolezze e alle omissioni gia' segnalate ai
punti a) ed n) che precedono, nonche' omettendo
in ogni caso colposamente di collocare o far
collocare nuovi ed autonomi mezzi destinati alla
prevenzione e all'estinzione d'incendi nei
locali segnalati con aumento di rischio e
preoccupandosi solamente di finire in fretta i
lavori ma non di eliminare i rischi di incendio,
venivano colpevolmente creati i presupposti per
una piu' rapida e disastrosa propagazione
dell'incendio conseguente al fuoco dolosamente
appiccato da altri la sera del 29 gennaio 1996,
propagazione che - dopo il
"flash-over" dell'incendio
verificatosi nel Ridotto del Loggione alle ore
21,18 (quando erano da poco giunti sul posto i
primi Vigili del Fuoco)- avveniva con un rapido
passaggio dell'incendio stesso dal Ridotto del
Loggione alle Sale Apollinee (ore 21,25 circa),
alla Scenografia (ore 21,30 circa) ed anche al
cosiddetto Soffittone (luogo forse di un secondo
minore focolaio), con crollo della prima falda
del tetto della Scenografia sulla verticale del
focolaio del Ridotto alle ore 22,05, crollo
della seconda falda del tetto della Scenografia
alle ore 22,13 crollo della prima meta' del tetto
del Corpo Platea alle ore 22,30 circa, crollo
completo del tetto del Corpo Platea alle ore
22,25 e crollo del tetto del Palcoscenico alle
ore 00,30 del 30 gennaio 1996.